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Trasporto salma

TRASPORTO SALMA PER RIMPATRIO SALMA ALL’ESTERO

RIMPATRIO SALMA COSA FARE E QUANTO COSTA

per il  rimpatrio salma, la rustica onoranze funebri roma, unendo la propria esperienza alla collaborazione di esperti internazionali è in grado di offrire e garantire alla clientela il servizio di:

  • trasporto salma in tutto il territorio nazionale
  • aereo trasporto salma all’estero
  • rimpatrio salma internazionale

un  trasporto salma  completo, qualificato e personalizzato per qualsiasi destinazione.

ALCUNI DEI NOSTRI SERVIZI:

  • passaporto  mortuario
  • rimpatrio salma
  • nulla osta per salme sottoposte a vincolo dall’autorità giudiziaria
  • contatti con ambasciate e consolati
  • mezzi di trasporto per l’aeroporto di partenza
  • gestione delle procedure aeroportuali
  • bara con requisiti di legge necessari per l’imbarco aereo
  • trasporto salma in auto funebre
  • trasporto salma in aereo per tutte le destinazioni
  • pratiche sanitarie per l’imbarco
  • sdoganamento della salma
  • trasferimento alla città/paese di destinazione finale
  • imbalsamazione
  • trattamento conservativo della salma secondo normativa vigente
  • rimpatrio salma all’estero

COSTI TRASPORTO SALMA ALL’ESTERO

trasporto salma dal comune di roma con imbarco all’aeroporto roma fiumicino € 1.790,00 completo di :

  • auto funebre mercedes
  • feretro in legno compresi accessori e imbottitura in raso
  • contro-cassa di zinco
  • valvola depurativa
  • rivestimento iuta
  • passaporto mortuario per rimpatrio salma
  • diritti comunali
  • chiusura feretro, conservativa e sigillo asl
  • pratica imbarco salma 
  • personale di assistenza
  • certificati plurilingue

sono escluse: spese di ambasciata qualora ci fossero  biglietto aereo per la salma  cambia a seconda della compagnia e del luogo di destinazione della salma su richiesta forniamo servizio di imbalsamazione

COSTO BIGLIETTI AEREO PER IL TRASPORTO SALMA PREZZI APPROSSIMATIVI : PER UN PESO DI 140 KG CIRCA :

  • honduras € 3.550,00
  • romania € 1.300,00 roma
  • spagna € 1.200,00
  • india € 1.100,00
  • africa € 1.500,00
  • ecuador € 1.450,00
  • albania € 1.150,00

le tariffe sono puramente indicative, per avere un dettaglio costi contattare la nostra agenzia.

Informazioni su Ambasciate e consolati in Italia e all’estero

COME ORGANIZZARE IL RIMPATRIO DI UNA SALMA DECEDUTA ALL’ESTERO

In caso di decesso all’estero bisogna dare comunicazione al Consolato Generale o all’Ambasciata Italiana del paese in cui è avvenuta la morte.

Il decesso all’estero  di un cittadino italiano deve essere trascritto in Italia. I documenti necessari per trascrivere il decesso sono:

  1. Atto di morte in originale emesso dall’Ufficio competente, debitamente legalizzato e tradotto. In alternativa per salme provenienti da paesi che hanno aderito alla convenzione di Berlino si potrà presentare il certificato plurilingue, direttamente al Comune italiano di appartenenza
  2. Documentazione comprovante la cittadinanza del defunto qualora non iscritto nello schedario consolare.

Riferimenti normativi per il trasporto salme all’estero

Per gli Stati aderenti, il trasporto salme all’estero è regolamentato dalla Convenzione Internazionale di Berlino del 10 febbraio 1937, resa esecutiva in Italia con Decreto Regio del 10 luglio 1937, n. 1379.

Il servizio è soggetto alle prescrizioni sanitarie previste da detta convenzione e prevede la presenza di un passaporto mortuario rilasciato dal Prefetto, il quale agisce in qualità di autorità delegata dal Ministero della Sanità.

Per quanto riguarda lo Stato della Città del Vaticano, il trasporto delle salme è regolamentato dalle norme della convenzione del 28 aprile 1938 tra la Santa Sede e l’Italia, resa esecutiva con Regio Decreto del 16 giugno 1938, n. 1055.

In caso di estradizione di salme verso Stati che non aderiscono alla convenzione internazionale di Berlino, è necessario presentare domanda al prefetto della provincia di cui fa parte il Comune dove si trova la salma, accompagnandola con i seguenti documenti:

  • nulla osta per l’introduzione dell’autorità consolare dello Stato verso il quale la salma è diretta,
  • certificato dell’Unità Sanitaria Locale attestante che sono state osservate le necessarie disposizioni secondo la normativa vigente, e altri eventuali documenti e dichiarazioni che il Ministero della Sanità dovesse prescrivere in relazione a specifiche situazioni.

In quanto delegato del Ministero della Sanità, una volta ricevuta la domanda il prefetto concede l’autorizzazione, informando il prefetto della provincia di frontiera attraverso cui la salma dovrà transitare.

Trasporto internazionale di ceneri

L’ordinario trasporto di salme, cadaveri, ossa, ceneri o esiti da fenomeno cadaverico di tipo trasformativo conservativo rientra sempre nella fattispecie del  trasporto funebre  ed è pertanto sempre soggetto a preventiva autorizzazione amministrativa. Si parlerebbe, al contrario, di  trasporto necroscopico  quando esso dati i requisiti di necessità ed urgenza indifferibili fosse disposto dalla Pubblica Autorità (paragrafo 5 Circ. Min. 24 giugno 1993 n. 24) o dall’Autorità Sanitaria.

Nei trasporti tra Stati per l’ovvio principio della gerarchia tra le fonti del diritto valgono solo le norme Internazionali (Convenzione di Berlino del 10 febbraio 1937), Convenzione Tra Santa sede e Stato Italiano del 28 aprile 1938 e quelle del DPR 10 settembre 1990 n. 285 (approvazione del regolamento nazionale di polizia mortuaria) L’Italia, infatti, non aderisce all’Accordo di Strasburgo (26 ottobre 1973).

La circolare del Ministero della Sanità n. 24 del 24/6/1993 al paragrafo. 8.1 così recita: “La convenzione internazionale di Berlino…. non si applica al trasporto delle ceneri e dei resti mortali completamente mineralizzati fra gli Stati aderenti”.

Da questa disposizione consegue che per questi trasporti in tali Paesi sarà il Sindaco a rilasciare l’autorizzazione al trasporto, in lingua italiana e in lingua francese, in quanto, quest’ultima è tradizionalmente molto più usata nelle relazioni diplomatiche.

L’autorizzazione dovrà recare le generalità del de cujus, la data di morte, di cremazione (o esumazione, estumulazione), la destinazione ai sensi del la Legge 31 ottobre 1955 n.1064 e del DPR 2 maggio 1957 n.432.


Ovviamente con la formula linguistica” resti mortali” il legislatore intende strettamente gli avanzi ossei racchiudibili in cassetta ossario di cui all’Art. 36 comma 2 DPR 285/1990 e non certo gli esiti da fenomeno cadaverico di tipo trasformativo conservativo (cadaveri corificati, mummificati o saponificati) le cui modalità tecniche di trasferimento e movimentazione sono dettate dalla Circolare Ministeriale 31 luglio 1998 n. 10 e dalla Risoluzione del Ministero della Salute n. DGPREV-IV/6885/P/I.4.c.d.3 del 23.03.2004., mentre per le autorizzazioni meramente amministrative il riferimento di Legge è l’Art. 3 comma 5 DPR 15 luglio 2003 n. 254.

Anche a prescindere da eventuali inconvenienti dovuti a percolazioni di liquidi postmortali un esito da fenomeno cadaverico di tipo trasformativo conservativo mantiene un ingombro notevole e richiede pur sempre un contenitore di dimensioni pari ad una normale bara. Appare pertanto inopportuno consentirne il trasporto con un mezzo privato (ci si può immaginare il contenzioso nel caso di controlli casuali della pubblica sicurezza (Dr. Andrea Poggiali, Problematiche rimaste nell’Ombra, I Servizi Funerari n.3/2001.

Il trasporto dell’urna rigorosamente sigillata (o della cassetta di resti) non è soggetto ad alcuna delle precauzioni sanitarie stabilite per il trasporto dei feretri (Art. 36 DPR 285/1990), l’unica eccezione potrebbe esser l’urna contenente ceneri contaminate da nuclidi radioattivi (D.Lgs. 9/5/2001, n. 257).

Il trasporto di ceneri o resti mortali fra Stati non aderenti alla convenzione internazionale di Berlino, richiede sempre le normali autorizzazioni di cui agli artt. 28 e 29 del DPR 285/90, tra le quali spicca sempre il Nulla Osta consolare dello Stato nel quale le ceneri o i resti saranno introdotti (Art. 29 comma 1 lettera a DPR 10 settembre 1990 n. 285), ma non le misure precauzionali di carattere igienico stabilite per il trasporto di cadaveri.

Pertanto il trasporto di ceneri provenienti dalla cremazione fra stati aderenti alla convenzione di Berlino è libero.

Dovrà però essere accompagnato dall’autorizzazione del Sindaco, in lingua ufficiale dello stato ed in lingua francese, recante le generalità, la data di morte e di cremazione devono essere raccolte in apposita urna cineraria, recante all’esterno il nome e il cognome del defunto.

Il cremato all’estero non richiede la documentazione per esclusione di morte sospetta, violenta o dovuta a reato di cui all’Art. 79 DPR 285/90 ed
all’Art. 116 Decreto Legislativo di attuazione al codice di Procedura Penale

E’ necessaria autorizzazione alla tumulazione del comune sede del cimitero di sepoltura sulla base del titolo di accoglimento ex Art. 50 DPR 285/1990
(nella fattispecie atto di concessione ed appartenenza jure sanguinis alla prosapia del concessionario o per effetto di benemerenza, ). non ci deve essere
quindi un inibizione da parte del fondatore del sepolcro a che il de cuius(o meglio le sue ceneri) possano trovar sepoltura in quel determinato tumulo.
Il posto potrebbe anche esser stato preventivamente riservato ad altro defunto). La tomba deve aver capacità ricettiva almeno per l’urna (si veda il paragrafo 31.1 della Circ.Min. 24 giugno 1993 n. 24).

Si fa presente come le ceneri potrebbero esser anche disperse in cinerario comune (Ex Art. 80 comma 6 DPR 285/90), oppure ancora interrate o sparse nel giardino delle rimembranze.

Il cimitero di conferimento dovrebbe allora esser quello del comune di morte (ipotesi improbabile, siccome l’una proviene dall’estero) o residenza del de cuius.

Il famigliare affidatario dell’urna per il solo trasporto consegna urna e
documentazione al servizio di custodia del cimitero di sepoltura, oppure trattiene presso di sé il decreto di trasporto qualora sia stato preventivamente autorizzato a custodire le ceneri presso il proprio domicilio ex DPR 24 febbraio 2004.

Sulla responsabilità del vettore ex Art. 34 comma 2 DPR 286/1990 c’è stato un interessante pronunciamento della magistratura (Tribunale di Busto Arsizio, sentenza del 28 gennaio 2005, cui è seguita la Circolare Sefit n. 1169 del 31/07/2007), ricordando come il cosiddetto “vettore” si ponga in posizione meramente strumentale rispetto al titolare del decreto di trasporto, la cui funzione, invece, è delineata dal’Art. 358 Codice Penale e comprende in sé i concetti di pubblico ufficiale (Art. 357 Codice Penale) e di “Esercente un esercizio di pubblica necessità (Art. 359 Codice Penale).

Trasporti funebri internazionali

Il trasporto funebre da o verso uno Stato estero è regolato, oltre che dal regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria, da accordi internazionali bilaterali o multilaterali.

Trasporto cadavere da e per l’estero: procedura

  • Occorre distinguere tra i paesi non aderenti alla Convenzione di Berlino (R.D.1/7/1937 n.1379) e paesi aderenti ( Austria, Belgio, Cile, Danimarca, Egitto, Francia, Germania, Italia, Messico, Olanda, Portogallo, Rep.Ceca, Romania, Slovacchia, Svizzera, Turchia, Zaire)
  • Convenzione con Città del Vaticano ( R.D. 16/6/1938 n.1055 )
  • Convenzioni internazionali in materia di onoranze ai caduti in guerra

Tempi di rilascio

Nei due giorni lavorativi successivi alla ricezione della documentazione da parte dell’Ufficio di Polizia Mortuaria.

Trasporti in paesi aderenti alla Convenzione di Berlino

Rilascio del “ Passaporto Mortuario” nel testo conforme alla convenzione, redatto in bilingue (italiano/inglese)
Importante : la  marca da bollo  deve essere del valore vigente alla data della presentazione

Estradizione di una salma

Documentazione  da  allegare alla domanda in bollo  , sottoscritta da un incaricato dell’Agenzia Funebre o da un familiare del de cuius, contenente le informazioni necessarie (generalità, luogo e data di morte del defunto, data e ora del trasporto, itinerario del trasporto, mezzo utilizzato, ecc…), da presentare al Comune, all’Ufficio che rilascerà il passaporto:

  • certificato dell’azienda Usl attestante che sono state osservate le disposizioni sulla cassa, di cui agli art. 30 e 32 del dpr 285/90 e in caso di morte dovuta a malattie infettivo-diffusive, anche quanto previsto dagli art. 18 e 25 dello stesso DPR (disposizioni sul trasporto e trattamento). Nel certificato inoltre l’ Asl deve dichiarare l’osservanza alle disposizioni previste dalla Convenzione di Berlino del 10.2.1937
  • se morte violenta nulla-osta dell’Autorità Giudiziaria al seppellimento ed al trasporto all’estero della salma
  • ulteriore  marca da bollo  da apporsi sul passaporto mortuario
  • Licenza al seppellimento rilasciata dal Comune, sentire eventualmente Autorità Consolare straniera per eventuale visto e legalizzazione
  • Dichiarazione di chiusura feretro certificata dall’Impresa di O.F.
  • Estratto per riassunto dell’atto di morte, rilasciato dallo Stato Civile del Comune dove è avvenuto il decesso
  • Certificato di morte, rilasciato dallo Stato Civile del Comune dove è avvenuto il decesso
  • Certificato di morte plurilingue, rilasciato dallo Stato Civile del Comune dove è avvenuto il decesso

Estradizione di ceneri e resti mortali

La Circolare 24/1993 al punto 8.1 chiarisce che la Convenzione di Berlino non si applica al trasporto di ceneri o di resti mortali completamente mineralizzati.

Documentazione

  • Domanda in bollo al Comune, sottoscritta da un familiare o dall’ incaricato dell’Agenzia Funebre, contenente le informazioni necessarie (generalità, luogo e data di morte del defunto, specificando se si stratta di ceneri o resti mortali, data e ora del trasporto, itinerario del trasporto, mezzo utilizzato,ecc.) da inoltrare all’Ufficio che autorizzerà l’estradizione.
  • Certificato di morte plurilingue, rilasciato dallo Stato Civile del Comune dove è avvenuto il decesso
  • Se si tratta di ceneri: copia del Verbale di avvenuta cremazione
  • Autorizzazione al trasporto fuori comune che è inclusa nel “passaporto mortuario”
  • Ulteriore  marca da bollo  da apporsi sullo stesso
  • Per l’estradizione serve il nulla – osta dell’Autorità Consolare straniera in Italia del Paese di destinazione

Introduzione di feretro da paesi aderenti alla Convenzione di Berlino

  • Il passaporto mortuario è rilasciato direttamente dalla Autorità Consolare Italiana nello Stato Estero di provenienza a richiesta di familiari/incaricati in quel paese.
  • Questo documento è sufficiente per il transito del feretro in Italia, se ne verifica la regolarità
  • Verifica del diritto alla sepoltura del defunto.

Trasporto in paesi non aderenti alla Convenzione di Berlino

Rilascio del “ Passaporto Mortuario” nel testo conforme alla convenzione, redatto in lingua italiana

Per l’estradizione di una salma
Documentazione da allegare alla domanda in bollo, sottoscritta da familiare o incaricato dell’Agenzia Funebre, contenente le informazioni necessarie (generalità, luogo e data di morte del defunto, modalità data e ora del trasporto, itinerario del trasporto fino al punto di frontiera ecc.) da presentare in Comune all’Ufficio che rilascerà il passaporto

  • Nulla-osta per l’introduzione, rilasciato dell’Autorità Consolare in Italia dello Stato Estero verso il quale il feretro va estradato, (richiederlo è di competenza del familiare o dell’Impresa O.F.), (munito di legalizzazione da eseguirsi presso la Prefettura, se prevista);
  • Certificato dell’azienda Usl attestante che sono state osservate le disposizioni sulla cassa, di cui agli art. 30 e 32 del dpr 285/90, e in caso di morte dovuta a malattie infettivo-diffusive, anche quanto previsto dagli art. 18 e 25 dello stesso DPR (disposizioni sul trasporto e trattamento);
  • Se morte violenta nulla-osta dell’Autorità Giudiziaria al seppellimento ed al trasporto all’estero della salma;
  • eventuali documenti prescritti dal Ministero della Salute per particolari situazioni;
  • Licenza di seppellimento rilasciato dallo Stato Civile del Comune dove è avvenuto il decesso;
  • Estratto per riassunto dell’atto di morte, rilasciato dallo Stato Civile del Comune dove è avvenuto il decesso;
  • Certificato di morte, rilasciato dallo Stato Civile del Comune dove è avvenuto il decesso;
  • Certificato di morte plurilingue, rilasciato dallo Stato Civile del Comune dove è avvenuto il decesso, con “Apostille”, se richiesta dal paese di destinazione (da effettuarsi a cura del familiare o Impresa O.F. c/o la Prefettura);
  • Dichiarazione di chiusura feretro da compilarsi a cura dell’Impresa di O.F.;
  • ulteriore  marca da bollo  da apporsi sul passaporto mortuario.

 Estradizione di ceneri o resti mortali mineralizzati

Documentazione

  • Domanda in bollo  sottoscritta da familiare o incaricato dell’Agenzia funebre, contenente le informazioni necessarie (generalità, luogo e data di morte del defunto, indicazione se si tratti di resti mortali o ceneri, modalità, data e ora e itinerario del trasporto salma, fino al punto di frontiera ecc.) da inoltrare al Comune direttamente all’Ufficio che rilascerà il “passaporto mortuario”.
  • Nulla-osta per l’introduzione rilasciato dell’Autorità Consolare in Italia dello Stato Estero verso il quale i resti mortali o le ceneri sono diretti, con legalizzazione se prevista.
  • ulteriore  marca da bollo  da apporsi sul passaporto mortuario

Il Passaporto mortuario è rilasciato in lingua italiana con oneri di legalizzazione e traduzione , se richiesti, nella lingua ufficiale del paese di destinazione che sono a totale carico degli interessati.

Introduzione di feretri da paesi non aderenti alla Convenzione di Berlino

Il cadavere deve essere accompagnato dal “Passaporto Mortuario” rilasciato dalla competente Autorità del luogo da cui parte il trasporto funebre.
Documentazione da correlare alla domanda :

  • Autorizzazione alla sepoltura rilasciata dalla competente autorità straniera del paese di estradizione ;
  • Certificato medico da cui risulti la causa di morte;
  • Certificato dell’autorità sanitaria del paese straniero dal quale risulti che sono state osservate le prescrizioni relative al feretro e trattamento antiputrefattivo previsto dalle norme italiane;
  • Estratto riassunto dell’atto di morte o equipollente;
  • eventuali documenti prescritti dal Ministero della Salute per particolari situazioni;
  • In caso di cremazione da effettuarsi su territorio Italiano è necessario acquisire una dichiarazione dell’Autorità competente del paese di estradizione che dà a tto di aver constatato, a mezzo di certificazione medica, l’esclusione di morte dovuta a reato.

APOSTILLE

L’Apostille è un timbro speciale: consiste nell’attestare la qualità legale e la autenticità del pubblico ufficiale che ha firmato un documento, serve a convalidare un documento ai fini del suo utilizzo internazionale.
La maggior parte dei Paesi e degli Stati Occidentali ha snellito la pratica della legalizzazione tramite la sottoscrizione la Convenzione dell’Aia del 5 ottobre 1961. Prima di questo accordo la legalizzazione del documento veniva effettuata presso l’ambasciata dello Stato di destinazione.
Adesso la pratica viene svolta presso la Prefettura del Comune che ha emesso in primis il documento che deve essere apostillato.
Nel caso delle traduzioni l’Apostille è un timbro che certifica la validità legale della traduzione asseverata e permette di presentarla in stati esteri quale documento legalmente valido, viene effettuata presso la Procura della Repubblica del Tribunale di riferimento

Occorre distinguere :

  • Per i paesi che  hanno aderito alla Convenzione dell’Aja  occorre l’apposizione della apostille da parte della Prefettura (o della Procura della Repubblica )
  • Per i paesi che  non hanno aderito alla Convenzione dell’Aja  occorre la legalizzazione da parte della Procura (o Prefettura competente).
    Inoltre, il visto da parte del Consolato dello Stato straniero in Italia (che si paga).
  • Fra Italia e Belgio, Francia, Irlanda o Danimarca non occorre né legalizzazione né apostille, ai sensi della Convenzione di Bruxelles del 25 maggio 1987.
  • La  legalizzazione delle firme   non è necessaria per  gli atti e i documenti rilasciati dalle seguenti Ambasciate e/o Consolati aderenti alla Convenzione di Londra del 7 giugno 1968: Austria, Grecia, Malta, Portogallo, Svezia, Cipro, Irlanda, Norvegia, Regno Unito, Svizzera, Francia, Liechtenstein, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Turchia, Germania, Lussemburgo, Polonia, Spagna e Repubblica Moldova

Nota bene : i documenti rilasciati da Autorità straniera dovranno essere legalizzati, salvo che non sia previsto l’esonero dalla legalizzazione in base a convenzioni internazionali ratificate dall’Italia.
I medesimi, se redatti in lingua straniera, dovranno essere muniti di traduzione ufficiale in lingua italiana.

Sul sito dell’Aja è consultabile l’elenco dei paesi firmatari della Convenzione dell’Aja del 1961 per i quali è, quindi, prevista la procedura della apostille.

La Convenzione di Londra del 1968 esenta da legalizzazione i paesi firmatari

Poichè però esistono molti accordi anche bilaterali e settoriali la ricerca completa può essere effettuata sul sito del Ministero Affari Esteri nell’area Archivio Trattati

IN CASO DI DECESSO, CONTATTI SUBITO ONORANZE FUNEBRI LA RUSTICA ROMA 

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